Documenti da presentare per una “buona” candidatura

Per presentare la candidatura a Sindaco e all’elezione del Consiglio comunale è necessario presentare una mole di documenti che debbono essere redatti in modo rispettoso delle previsioni di legge e delle prassi cristallizzate nelle istruzioni ministeriali.

I documenti che costituiscono gli allegati “parte integrante e sostanziale” della candidatura sono:

1. la dichiarazione di presentazione della candidatura alla carica di Sindaco e della lista/liste dei candidati alla carica di consigliere comunale collegata/e, sottoscritta/e dal numero di elettori stabilito in base alla popolazione legale del Comune (così come risulta dall’ultimo censimento ufficiale della popolazione);

2. i certificati attestanti che i sottoscrittori sono iscritti nelle liste elettorali del Comune;

3. le dichiarazioni di accettazione della candidatura alla carica di sindaco e a quella di consigliere comunale;

4. i certificati attestanti che i candidati sono iscritti nelle liste elettorali di un Comune della Repubblica;

5. PER I COMUNI SOPRA I 15.000 ABITANTI: dichiarazione dei delegati della lista di collegamento con una candidatura alla carica di sindaco;

6. tre copie del contrassegno di lista in due misure, una per l’inserimento sui manifesti e una per l’inserimento sulle schede di votazione (si raccomanda la massima precisione nelle misure, onde evitare la richiesta di nuovi contrassegni da parte della Commissione circondariale, fornendo quindi il simbolo in cerchi rispettivamente di 10,00 cm e 3,00 cm di diametro);

7. programma amministrativo (sopra i 15.000 deve essere il medesimo per tutte le liste a supporto di un unico candidato);

8. PER I COMUNI CON POPOLAZIONE SUPERIORE A 50.000 ABITANTI O IN CUI LO STATUTO COMUNALE PREVEDA IL DEPOSITO: bilancio preventivo delle spese elettorali.

Dichiarazione di presentazione di una candidatura alla carica di sindaco e di una lista (o più liste, per i comuni sopra i 15.000 abitanti) di candidati alla carica di consigliere comunale

Sul tema della presentazione delle liste le innovazioni maggiori intervenute negli ultimi anni hanno riguardato la riduzione del numero dei consiglieri comunali facenti parte delle assemblea elettive e quelle in materia di parità di genere. Queste ultime, in particolare, hanno inserito elementi di interesse per la presentazione delle liste di candidati al Consiglio comunale, che solo recentemente stanno trovando una qualche stabilità interpretativa.

Su questo tema si invita a fare riferimento alle più recenti pubblicazioni ministeriali, dove anche in modalità tabellari sono individuate le composizioni numeriche, a livello di consiglieri eleggibili, quote di genere, composizione delle giunte ecc., suddivise per classi di popolazione dei comuni.

La dichiarazione di presentazione della lista deve essere compilata con i dati anagrafici del candidato a sindaco e dei candidati a consigliere comunale (nome, cognome, luogo, data di nascita; per i candidati cittadini comunitari anche il Paese di cui sono cittadini) e sottoscritta dal numero di elettori del Comune previsto dalla normativa, compreso fra un limite minimo ed un limite massimo variabili in base alla popolazione residente (salvo per i Comuni sotto i 1.000 abitanti, per i quali non è richiesta alcuna sottoscrizione).

La dichiarazione di presentazione è costituita da:

• un atto principale;

• un certo numero di atti separati.

Tutti i moduli debbono essere realizzati in carta di formato A3 piegata in due, contenente il contrassegno di lista stampato a colori.

L’atto principale funge pertanto come “contenitore” dei vari atti separati, i quali vanno inseriti sulla base di una numerazione progressivi.

Spesso capita che i candidati, specie quelli al consiglio comunale che debbono raccogliere le preferenze attraverso l’indicazione del proprio cognome, vogliano inserire altri nomi, soprannomi o diminutivi oltre ai propri cognome e nome. Questo può avvenire senza particolari formalità, purché nell’atto principale e in quelli separati sia sempre riportata l’indicazione “detto ……..”.

Le candidate di sesso femminile, coniugate o vedove, possono aggiungere anche il cognome del marito (es. “Rossi Maria” può indicare “Rossi Maria in Bianchi” o “Rossi Maria vedova Bianchi”).

Nella modulistica predisposta per la presentazione delle candidature e liste di candidati è indicato anche quanto è necessario allegare ed indicare (si veda, ad esempio, quanto verrà detto in seguita sul tema dei delegati di lista).

Va segnalato che i modelli del 2019 presentano una nuova dicitura relativa alla privacy, aggiornata al Regolamento Europeo n. 679/2016 e alle modifiche compiute al Codice della privacy. Le stesse istruzioni specificano quanto sia importante che sin dalla raccolta delle sottoscrizioni a sostegno delle candidature i dati personali vengano trattati secondo le previsioni normative, ad esempio rendendo disponibile un’informativa (un modello della quale è possibile reperire nella cartella di presentazione delle candidatura in Progetto Omnia, il portale del gruppo Gaspari).

Chi, come, quando: identificazione dei sottoscrittori e autenticazione delle firme

Premesso che i sottoscrittori debbono essere iscritti nelle liste elettorali del Comune nel quale si tengono le consultazioni, è bene rimarcare che sono ammessi per la loro identificazione anche documenti scaduti (in analogia con l’utilizzo degli stessi per l’ammissione al voto) e la modalità della “conoscenza diretta” del sottoscrittore da parte del pubblico ufficiale che ne autentica la firma. Quest’ultimo, ovviamente, dovrebbe quindi essere sempre presente alla sottoscrizione. Questo va ribadito con forza, perché non è raro che modalità di autentica “improprie” abbiano visto consiglieri comunali o assessori incorrere in spiacevoli problematiche di tipo penale.

In merito ai soggetti che possono compiere l’autentica, è bene segnalare che proprio sul tema vi è una delle poche novità introdotte in tempi recenti: l’art. 6, comma 6, della legge n. 165/2017 (il c.d. “rosatellum bis” con cui si sono tenute le elezioni politiche di marzo 2018) ha infatti modificato i soggetti abilitati all’autentica:

(…) i notai, i giudici di pace, i cancellieri e i collaboratori delle cancellerie delle corti di appello, dei tribunali ovvero delle sezioni distaccate di tribunale, i segretari delle procure della repubblica, i presidenti delle province, i sindaci metropolitani, i sindaci, gli assessori comunali e provinciali, i componenti della conferenza metropolitana, i presidenti dei consigli comunali e provinciali, i presidenti e i vice presidenti dei consigli circoscrizionali, i segretari comunali e provinciali e i funzionari incaricati dal sindaco e dal presidente della provincia. sono altre sì competenti ad eseguire le autenticazioni di cui al presente comma i consiglieri provinciali, i consiglieri metropolitani e i consiglieri comunali che comunichino la propria disponibilità, rispettivamente, al presidente della provincia e al sindaco.

Per quanto riguarda il modo in cui vanno raccolte le sottoscrizioni si ritiene di consigliare quanto segue:

1. che gli estremi del documento di riconoscimento siano copiati dal documento di identificazione in modo chiaro;

2. che gli atti siano compilati in modo preciso, completo e se possibile lasciando a ciascun sottoscrittore la compilazione dei propri campi;

3. che le firme dei sottoscrittori siano apposte per esteso o, almeno, conformemente a quelle presenti sui documenti di riconoscimento;

4. che l’autentica sia compiuta dal pubblico ufficiale completa di tutte le formalità richieste dalla normativa (anche se spesso le sentenze del Consiglio di Stato hanno ammesso incompletezze, è bene evitare rischi), quindi luogo, data, indicazione del pubblico ufficiale, timbro e firma.

Se a qualche consigliere, assessore o sindaco uscente dovesse sorgere il dubbio, è bene ricordare che il fatto di essere candidati non fa in alcun modo venire meno il ruolo di pubblico ufficiale attribuito dalla legge:

possono pertanto procedere ad autenticare le sottoscrizioni, salvo il caso di commissariamento di un Comune con conseguente scioglimento degli organi di governo e consiliari.

I certificati di iscrizione nelle liste elettorali dei sottoscrittori

È necessario che la dichiarazione di presentazione della lista sia corredata dai certificati comprovanti che i sottoscrittori della stessa hanno la qualità di elettori del Comune (detta anche “iscrizione alle liste elettorali”). Tali certificati potranno essere rilasciati dagli uffici comunali in forma singola o collettiva, cioè redatti in un unico atto, ad esempio in formato tabellare. I Comuni sono obbligati a rilasciare i certificati nel termine improrogabile di ventiquattro ore dalla richiesta e a fronte di inadempienze i prefetti potranno avvalersi della facoltà di inviare un commissario ad acta. È sempre bene, in modo collaborativo, procedere alla graduale certificazione dei moduli che si vanno via via riempiendo, in modo da diluire anche il lavoro dell’ufficio elettorale comunale nella produzione dei certificati di iscrizione. Da questo punto di vista risulterebbe buona norma concordare con l’ufficio elettorale di riferimento un modus operandi condiviso.

Le dichiarazioni di accettazione della candidatura

La dichiarazione di accettazione della candidatura da parte del candidato alla carica di sindaco o di consigliere comunale deve essere singola e non collettiva, e non può contenere condizioni o riserve di alcun tipo.

Il D.Lgs. 31 dicembre 2012, n. 235 ha introdotto all’interno dell’accettazione della candidatura (sia a consigliere comunale che a sindaco) l’obbligo di dichiarare che il candidato non si trovi in una situazione di incandidabilità.

Nei Comuni con popolazione superiore a 15.000 abitanti il candidato alla carica di Sindaco deve dichiarare, contestualmente all’accettazione della candidatura, il collegamento con una o più liste di candidati presentate per l’elezione del consiglio comunale. Tale dichiarazione ha efficacia solo se convergente con analoga dichiarazione rilasciata dai delegati delle liste interessate. Ma, viene quindi da chiedersi, chi sono questi “delegati”, e che funzioni hanno?

I delegati di lista

Nei Comuni con popolazione superiore a 15.000 abitanti, la dichiarazione di presentazione della lista di candidati deve contenere i nominativi di due delegati incaricati di dichiarare il collegamento con il candidato alla carica di Sindaco. I delegati, inoltre, possono assistere alle operazioni di sorteggio del numero progressivo da assegnare alla lista di candidati e designare i rappresentanti di lista presso ogni seggio elettorale e presso l’Ufficio centrale. La mancata indicazione dei delegati comporta l’esclusione della lista. I delegati saranno coloro i quali dovranno eventualmente dichiarare il collegamento di una lista collegata a una candidatura non ammessa al ballottaggio con una delle due candidature presenti al secondo turno (anche in questo caso l’apparentamento deriverà da convergenti dichiarazioni).

Nei Comuni con popolazione inferiore a 15.000 abitanti, l’indicazione dei delegati è facoltativa. In questo caso non hanno ovviamente il compito di presentare la dichiarazione di collegamento con il candidato alla carica di Sindaco, poiché vi è un’unica lista di candidati collegata a una candidatura a Sindaco. In questo caso, la mancata indicazione dei delegati non comporta l’esclusione della lista ma l’impossibilità di assistere alle operazioni di sorteggio delle liste e di nominare i rappresentanti di lista. Pertanto, come risulta ovvio, sarebbe bene comunque procedere a tale nomina.

I certificati di iscrizione nelle liste elettorali dei candidati

Anche di ogni candidato (sia alla carica di sindaco che a quella di consigliere comunale) occorre dimostrare la condizione di elettore di un Comune della Repubblica (non necessariamente lo stesso in cui si vota), allegando il certificato di iscrizione nelle liste elettorali di ciascuno di essi.

Per i candidati aventi cittadinanza di uno dei Paesi dell’Unione Europea, è necessario presentare una specifica documentazione, che andrà richiesta all’Ufficio elettorale del comune con il quale è in tal caso opportuno provvedere a prendere informazioni con congruo anticipo rispetto ai termini degli adempimenti.

Il contrassegno di lista (simbolo)

Per evitare inconvenienti e difficoltà nella riproduzione dei contrassegni sulle schede e sul manifesto elettorale, viene richiesto ai presentatori che il contrassegno sia presentato in triplice copia in due formati diversi: circoscritto in un cerchio del diametro di cm. 3,00 e in un cerchio del diametro di cm. 10,00, in cui sia chiaro l’alto del simbolo (lo si può anche scrivere sulla parte bianca del foglio).

Va rimarcato che una difformità nelle misure del cerchio anche di pochi millimetri può produrre richieste di integrazioni da parte della Commissione elettorale circondariale.

È opportuno che, oltre al deposito degli esemplari cartacei del contrassegno, il partito o gruppo politico depositi il contrassegno stesso anche su supporto informatico, ad esempio su compact disc, dvd, pen drive e simili, nei formati «.jpeg» e «.pdf».

Altra novità introdotta dalle più recenti Istruzioni ministeriali riguarda i contrassegni che richiamino all’ideologia fascista o nazionalsocialista: sono ricusabili dalla Commissione elettorale circondariale quelli che fanno riferimento a tali ideologie “anche indirettamente”.

Resta sempre presente il caso di partiti o gruppi politici che abbiano avuto eletto un proprio rappresentante anche in una sola delle due camere o nel parlamento europeo o che siano costituiti in gruppo parlamentare, anche in una sola delle due camere, nella legislatura in corso. In tal caso va allegata la dichiarazione – sottoscritta dal presidente o dal segretario del partito o gruppo politico o dai presidenti o segretari regionali o provinciali di essi che tali risultino per attestazione dei rispettivi presidenti o segretari nazionali ovvero da rappresentanti all’uopo da loro incaricati con mandato autenticato da notaio – attestante che le liste o le candidature sono presentate in nome e per conto del partito o gruppo politico stesso.

Il programma amministrativo

Alla dichiarazione di presentazione della lista va necessariamente allegato il programma amministrativo per la sua affissione all’Albo pretorio dell’ente, al fine di darne conoscenza ai cittadini interessati. La legge non specifica nessuna modalità particolare di redazione dello stesso.

L’unico obbligo riguarda i Comuni con popolazione superiore ai 15.000 abitanti, per i quali è previsto che in caso di collegamento di più liste ad uno stesso candidato alla carica di sindaco, le liste tra loro collegate debbono presentare il medesimo programma amministrativo.

Per agevolare gli uffici comunali, oltre a fornirne una copia cartacea e una su supporto informatico per la presentazione della candidatura, si può provvedere a fornire un’ulteriore copia per la pubblicazione all’albo (anche a mezzo mail, in accordo con il Segretario comunale).

Bilancio preventivo delle spese elettorali

Il deposito del bilancio preventivo della campagna elettorale (legge 25 marzo 1993, n. 81; art. 30, co. 2) è un adempimento differenziato secondo la dimensione demografica del Comune che si accinge alle consultazioni amministrative.

Per i comuni con popolazione superiore ai 10.000 abitanti sono lo Statuto ed i regolamenti a disciplinare la dichiarazione preventiva ed il rendiconto delle spese; qualora ciò non avvenga in modo esplicito, quindi, non sussiste alcun obbligo specifico. Caso diverso è invece quello dei comuni di dimensione maggiore: gli adempimenti di cui discutiamo sono infatti obbligatori per tutti gli enti con popolazione superiore ai 50.000 abitanti.

Il deposito del bilancio preventivo, laddove dovuto, deve avvenire assieme alla documentazione di presentazione delle candidature, di cui costituisce in questo caso un allegato-parte integrante.

Modalità della presentazione della lista di candidati

Tutte le Istruzioni ministeriali confermano che, nel silenzio della legge, la presentazione materiale delle liste dei candidati può essere effettuata dagli esponenti dei partiti o dei gruppi politici, ovvero da uno o più dei candidati o dei sottoscrittori della lista stessa, o dai delegati di lista.

La dichiarazione di presentazione della lista va depositata, come già accennato, tra le ore 8.00 del 30° giorno antecedente (usualmente un venerdì) e le ore 12.00 del 29° giorno antecedente la data del primo giorno di votazione (usualmente un sabato), presso la segreteria del Comune.

Il Ministero ritiene opportuno che tale orario corrisponda ad un’apertura della segreteria comunale almeno dalle ore 8.00 alle ore 20.00 nel primo giorno e dalle 8.00 alle 12.00 nel secondo.

Per le elezioni amministrative del 26 maggio 2019, quindi, il periodo del deposito è dalle 8.00 del 26 aprile alle 12.00 del 27 aprile.

Il Segretario comunale deve rilasciare una ricevuta di tutti gli atti presentati indicando con precisione il giorno e l’ora del deposito non mancando di segnalare le eventuali irregolarità o mancanze di cui dovesse eventualmente accorgersi. Occorre sottolineare che deve comunque accettare la dichiarazione di presentazione della lista, anche se la stessa è presentata fuori dai termini.

È anche necessario – affinché la commissione elettorale circondariale sappia a chi comunicare i propri provvedimenti – che il segretario comunale ricevente prenda nota dell’identità e del recapito dei presentatori o di uno dei candidati, ovvero dei delegati di lista.

La pubblicazione delle “Istruzioni”

Le “Istruzioni per la presentazione e l’ammissione delle candidature” è avvenuta in data 22 maggio, con la Pubblicazione n. 1/2019 del Ministero dell’Interno. Ad esse si rinvia per una disamina completa, per quanto a tratti decisamente tecnica, dell’insieme degli adempimenti necessari alla presentazione alla carica di Sindaco e della/delle lista/e a sostegno della stessa.